La Colombia



Breve storia

La Colombia ha una storia lunga e travagliata, il nome Colombia deriva da Colombo approdato sulle coste americane convinto di essere sbarcato in India.

La colonizzazione da parte degli spagnoli arrivo’ cinquecento anni fa’ ma già a quell’epoca le popolazioni indigene avevano raggiunto sviluppi considerevoli, i Muisca, i Cibcha, i Tairona, i Narino, i Tierradientro diedero vita al mito di El Dorado dato che i loro costumi erano contornati da ciondoli e gioielli d’oro.

Poco è rimasto nella cultura colombiana di quelle popolazioni, solo piccole comunità indigene resistono come quelle sulla Sierra Madre di Santa Marta, i conquistadores ne sterminarono ogni traccia imponendo la loro cultura ed importando schiavi dall’Africa per costruire le loro fortezze commerciali.

L’indipendenza arrivò con “El Libertador” Simon Bolivar agli inizi IXX secolo. Bolivar aveva in mente un progetto di federativismo Latinoamericano di tutte le repubbliche del Sud America le quali sarebbero state unite sotto la guida di un unico governo, per un breve periodo ci riuscì e costituì la Grande Colombia formata da Colombia,Venezuela ed Ecuador.

Le divergenze politiche locali tuttavia portarono ad esaurire precocemente il sogno di Bolivar.


Il Novecento

La situazione politica economica della Colombia durante il XX secolo è molto travagliata.

Già durante i primi periodi del ‘900 la situazione politica risulta insicura nonostante una costante alternanza di governo tra partito liberale e conservatore.

La situazione di forte ingiustizia sociale, la mal distribuzione delle risorse, fa sì che nascano movimenti di rivolta, nel 1948 ha inizio la “violencia” terribile periodo di sangue durato nove anni scaturito dall’uccisione del leader liberale Jeorge Gaitan.

Nel 1949 nascono i primi gruppi ribelli armati per porre fine ai disordini e al clima di rivolta che affliggeva il paese. Nel 1953 conservatori e liberali sostengono congiuntamente un colpo di stato guidato dal Generale Gustavo Rojas.

Il regime militare dura sino al 1957 quando viene firmato il Fronte Nazionale, patto che prevede un armistizio tra governo e ribelli. Avviene così uno smantellamento militare dei gruppi di rivolta che trovano rappresentanza governativa.

La tensione ricomincia a salire quando una serie di assassini falciarono gli esponenti politici della lotta contadina.

La Colombia
Pianta Colombia
La Colombia
Pianta SudAmerica
La Colombia
Poliziotto Anti-Narcos
La Colombia
Statua Narino
La Colombia
Presidente Colombia


I gruppi guerriglieri, i paramilitari e l’esercito

Nel 1963 nascono le FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias Colombianas) e l’ ELN (Ejercito de Liberacion Nacional).Il movimento contadino ricevette l’appoggio del Partito Comunista, sostegno alla causa fu data anche da un gruppo di intellettuali francesi tra i quali Jean Paul Sartre.

Dal lato governativo la Colombia ricevette sempre sostegno dagli Stati Uniti già in contatto con la Colombia dalla cessione di Panama, così nel 1964 viene attuato il “LASSO” (Latin America Security Opearation) che ha previsto il riarmo dell’esercito colombiano con bombardieri, elicotteri.

Ad aggravare ancor più la situazione è la costituzione di eserciti paramilitari, eserciti privati, nati per contrastare le incursioni della guerriglia contro i grandi latifondisti e le rispettive proprietà terriere spesso sfruttate per la coltivazione della droga. Nascono così le AUC (Autodefensas Unidas Colombianas) appoggiate indirettamente dall’esercito e dal governo perché contribuente alla lotta nei confronti dei ribelli.

La costituzione di questi eserciti privati accentuò la violenza nel paese, considerati i veri padroni della Colombia spesso sono tristemente protagonisti di stragi di civili e innocenti molte volte incomodi come sindacalisti.

I paramilitari arrivano ovunque anche ad Arjona, Maria La Baja, Rocha ed in molti villaggi del dipartimento di Bolivar spesso si fanno sentire per i loro assassini ed intimidazioni della popolazione indifesa. Frequentemente accade che i contadini rimangano uccisi perché entrati in territori protetti o testimoni di scenari ai quali non dovevano assistere.


Il narcotraffico

Ad accomunare paramilitari e guerriglieri, c’è il giro di affari che hanno costruito sulla coltivazione di coca, di cui la Colombia è primo produttore mondiale. I primi fungono da guardiani dei terreni coltivati,svolgendo la funzione di esercito privato i secondi adoperano questo mezzo per sostenersi.

Entrambe le parti negano di partecipare direttamente ai traffici, ma ammettono di tassare i contadini che la producono e i trafficanti che la commerciano per autofinanziarsi.

L’inizio del narcotraffico avviene negli anni Sessanta con la coltivazione della Marijuana in molte zone rurali colombiane, nei decenni successivi avvenne la specializzazione nella raffinazione della cocaina che fece sì che la Colombia sia la prima esportatrice di cocaina del mondo con oltre il 75% di esportazione mondiale.

Con un PIL pari al 7% i proventi del narcotraffico sono conservati nei “paradisi fiscali”. La mafia colombiana che gestisce i traffici e divisa in “cartelli” tra i piu’ famosi ricordiamo quello di Medellin che ha visto Pablo Escobar divenire uno dei maggiori signori della droga. Dal 2000 gli Stati Uniti sono impegnati con il “Plan de Colombia”

impegno che prevede il riarmo dell’esercito colombiano e il disboscamento di quelle aree considerate zone di coltivazione attraverso aeroplani che diserbano le aree interessate dall’alto portando distruzione alle piantagioni di coca ma anche di tutta la flora circostante. Escobar, assassinato nel ’92, non portò alla fine del narcotraffico, neanche il “Plan de Colombia” con i suoi 40 miliardi di dollari l’anno riesce a debellare questa piaga del paese basti pensare che dal 2005 al 2006 l’incremento del traffico di droga è incrementato del 2% perché i coltivatori trovano aree ristrette non visibili dall’alto e maggiormente protette dalla fitta vegetazione tropicale.


L’economia, la società e lo sviluppo

La Colombia è uno dei paesi con più risorse dell’America Latina tuttavia il paese ha forti squilibri soprattutto per quanto riguarda la distribuzione della ricchezza, basti pensare che l’1,3% dei proprietari possiede il 48% dei terreni; il 50% della popolazione deve spartirsi il 14% del reddito nazionale, mentre il 20% ne detiene il 63% e dove i beni dei ricchi sono 130 volte maggiori rispetto a quelli dei poveri.

Queste differenze sono dovuti a molti fattori. Sicuramente il fatto che sia stata per tre secoli una colonia ispanica ha portato un’emarginazione di tutta quella popolazione che non era direttamente legata alla Spagna. Come tutte le colonie i terreni furono sfruttati estraendo minerali e pietre preziose come oro, argento, platino,smeraldi e diamanti ma anche ferro, nichel, bauxite. I terreni, molto fertili, danno caffè, canna da zucchero, cacao e frutta di ogni genere.

Anche interi popoli furono sfruttati, gli schiavi importati dall’Africa si unirono con le poche popolazioni indigene che sopravvissero. Nonostante l’arrivo dell’indipendenza con Bolivar il dislivello sociale creatosi nei secoli fu molto arduo da cancellare cosicché ancora oggi le risorse del paese sono relegate a pochi latifondisti o in molti casi proprietà di multinazionali estere del caffè, della frutta ma anche nel campo dell’industria petrolifera con la scoperta di numerosi giacimenti petroliferi in Cusiana, Coporo, Cupiagua.

Indubbiamente un’instabilità politica dovuta alla guerriglia intesa come scontro esercito,guerriglieri e paramilitari è causa determinante per una mancanza di sviluppo economico anche se in questi ultimi anni il presidente Alvaro Uribe, conservatore, ha avuto la fiducia elettorale per due mandati consecutivi.

Il livello di disoccupazione è allarmante, sbocco d’ossigeno per la popolazione rurale è l’artigianato, unica attività in grado di creare valore di esportazione collegata alla coltivazione ed all’allevamento locale.

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